L’energia della radiazione solare rappresenta una risorsa gratuita particolarmente interessante: se per mezzo di impianti la si converte in forme di energia più utilizzabili, si evita di consumare combustibili fossili e quindi si risparmia e non si inquina.
La quantità di energia convertita dipende dal tipo di impianto, dal suo rendimento, dall’orientazione del captatore, dalla latitudine del luogo, dall’ora del giorno, dal periodo dell’anno e dalle condizioni meteorologiche. I pannelli fotovoltaici convertono l’energia solare in energia elettrica, utilizzando l’effetto (fotovoltaico) di materiali semiconduttori, tra i quali il silicio, che vengono adeguatamente trattati e disposti in celle.
Più celle compongono un pannello o modulo fotovoltaico, che assieme al sistema di sostegno, l’inverter (dispositivo che trasforma la corrente continua in alternata) ed i cablaggi costituiscono l’impianto fotovoltaico.
Possono essere installati in innumerevoli situazioni, a terra o sulle coperture, ma requisito essenziale è orientarli nel semipiano sud, per avere una produzione adeguata.
A livello privato, il GSE (Gestore Servizi Elettrici) riconosce l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica: sia quella consumata, sia quella scambiata che quella ceduta. Il servizio di scambio sul posto consiste nell'erogazione, sempre dal GSE, di un ulteriore contributo riconosciuto per l'energia prodotta dall'impianto ed immessa in rete perchè non istantaneamente consumata.
La rete funziona quindi come una grande ed affidabile batteria: in questo modo si risparmia sull’acquisto dell’energia elettrica prodotta perchè non è necessario consumarla appena è convertita dall’impianto fotovoltaico.
Dunque, si può dire che gli impianti fotovoltaici sono amici dell’ambiente e rappresentano un investimento interessante.
Per quanto riguarda Estra, i progetti riguardanti il fotovoltaico sono quasi una trentina.
Geograficamente, sono dislocati in Toscana, Sicilia, Puglia.
A Torchiarolo è stata allacciata recentemente una centrale solare, capace di produrre 0,7 Megawatt di energia. L'impianto è situato nella provincia di Brindisi. Si tratta del primo impianto del genere che Estra – attraverso la controllata Solgenera - avvia in questa Regione. Realizzato con 9.550 pannelli fotovoltaici a film sottile in telloruro di cadmio (Cds/CdTe) installati a terra su una superficie di 2,4 ettari, sarà in grado di produrre a regime fino a 0,7 MW, fornendo energia a oltre 1000 abitanti. In termini di impatto ambientale, grazie a questa struttura si eviterà ogni anno di immettere nell’atmosfera oltre 550 tonnellate di anidride carbonica, con un risparmio di circa 240 tep (tonnellate equivalenti di petrolio).
Per la centrale pugliese Estra ha investito 3,5 milioni di euro, con positive ricadute occupazionali nel territorio del brindisino. Per la realizzazione e la futura gestione dell’impianto – di cui si stima un periodo di funzionamento di 25 anni - saranno infatti impiegati di volta in volta lavoratori e aziende locali. La costruzione di questo impianto si inserisce in un piano strategico di investimento più ampio per lo sviluppo delle energie rinnovabile nel Meridione. Nel settore del fotovoltaico, accanto a Torchiarolo, Estra ha appena allacciato due impianti a Siracusa per una capacità produttiva di 1 MW ciascuno e con un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta di impianti a terra, sorgono in una delle zone più "assolate" d'Italia, in quanto situato all'estremo Sud della nostra penisola. Si calcola che ogni impianto sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di almeno 1500 abitanti.
Infine, entro la fine dell'anno è previsto l'allacciamento del nuovo e innovativo parco FV di Cavriglia (AR). Sorge nell’area dell’ex miniera di S. Barbara, su una superficie di 30 ettari (equivalenti, più o meno, a 30 campi di calcio), di cui 21 destinati ad un impianto di generazione di energia elettrica: il cantiere è in avanzato stato di realizzazione. Il parco fotovoltaico avrà una portata di 10 Megawatt, è stato voluto dal Comune di Cavriglia e appaltato all’associazione temporanea di imprese, composta da CCC – Consorzio cooperative costruzioni, CTC – Consorzio toscano cooperative, Estra spa, che nel novembre del 2011 si era aggiudicata il bando di gara. Si calcola che svilupperà una produzione annua di 12.609 MWH e una potenza complessiva di 9.969,90 kWp, ottenuta dall’impiego di 41.450 moduli fotovoltaici in silicio cristallino, di 240 Wp ciascuno. Il costo complessivo dell’operazione sarà di 27.480.200 €.
Il progetto del parco fotovoltaico, studiato per il recupero e la valorizzazione paesaggistica dell’ex miniera di S. Barbara, con una perfetta integrazione alla morfologia dei luoghi, per conservare un gradevole effetto visivo, contempla anche l’esecuzione di un anello ciclistico, mentre già si pensa ad organizzare visite didattiche per le scuole, quale punto di riferimento educativo sull’uso ed i vantaggi delle fonti energetiche rinnovabili. L’energia prodotta verrà venduta sul mercato e al Comune spetterà un canone di concessione annuale, ma la cosa più interessante per i cittadini residenti è che almeno l’equivalente di 500 kWp (circa il 5%), dovrà essere riservato ad “azionariato popolare”, un modo per coinvolgere fattivamente la popolazione nella sostenibilità ambientale del paese.